dji_0083.jpeg
c3dc0dc2-ffa5-43f6-8a32-ae159a2f9f28

Aerialpictures.it

Aerialpictures.it


facebook
youtube

info@aerialpictures.it

sm79_193.jpeg
grandjacquet-guglielmo-764x1024.jpeg

Tenente Colonnello Guglielmo Grandjacquet:

(Milano, 9 settembre 1897 – Cielo della Marmarica, 16 dicembre 1940) è stato un ufficiale pilota italiano, distintosi per il coraggio durante la seconda guerra mondiale e decorato conMedaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Fu protagonista sia del primo conflitto mondiale come ufficiale di cavalleria, sia della seconda guerra mondiale come comandante di bombardieri della Regia Aeronauticait.wikipedia.orgit.wikipedia.org. Di seguito se ne riportano la biografia, le circostanze della morte, le onorificenze e le principali operazioni militari a cui partecipò, con il supporto di fonti storiche autorevoli.

Biografia

Nascita e formazione: Guglielmo Grandjacquet nacque a Milano il 9 settembre 1897it.wikipedia.org. Ancora giovanissimo allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruolò volontario nel Regio Esercito e frequentò l’Accademia Militare di Modena, da cui uscì con il grado di sottotenente di cavalleriait.wikipedia.org. Venne assegnato al 9º Reggimento “Lancieri di Firenze”, con cui partecipò attivamente alla fase finale della Grande Guerrait.wikipedia.org. In particolare, nel 1917-18 si distinse durante le operazioni di ripiegamento e difesa successive alla disfatta di Caporetto, combattendo valorosamente sulla linea del fiume Piave e nella battaglia del Montello (giugno 1918)it.wikipedia.org. Per il servizio prestato nel conflitto ottenne promozione a tenente prima di congedarsi nel 1920it.wikipedia.org.

Passaggio all’Aeronautica: Congedato dall’esercito, Grandjacquet intraprese studi in ingegneria presso l’Università di Roma, ma nel settembre 1923 decise di aderire alla nascente Regia Aeronautica (costituita proprio in quell’anno come forza armata autonoma)it.wikipedia.org. Nel corso del 1924 conseguì il brevetto di pilota d’aeroplano e, nel febbraio 1925, ottenne l’abilitazione di pilota militare su velivolo Ansaldo S.V.A.it.wikipedia.org. Iniziò così la sua carriera nell’arma azzurra, prestando servizio al Centro Addestramento Bombardamento e poi assegnato ai reparti operativi: prima al 7º Stormo Bombardamento Terrestre, quindi – dal novembre 1925 – al neocostituito 8º Stormo Bombardamentocombattentiliberazione.itit.wikipedia.org. Grandjacquet si dedicò con impegno anche alla propria formazione professionale: frequentò corsi militari avanzati, tra cui un corso di guerra chimica e il corso superiore di aeronautica, consolidando la sua preparazione tecnico-tatticait.wikipedia.org.

Avanzamenti di carriera: Negli anni Trenta la sua carriera militare progredì costantemente. Promosso tenente effettivonel ruolo naviganti nel 1926, divenne capitano nel 1930 e quindi maggiore nel giugno 1936it.wikipedia.org. Nel giugno 1938 fu insignito del grado di tenente colonnello del Genio Aeronautico (ruolo naviganti, in servizio permanente effettivo)it.wikipedia.org. In questa fase ricoprì incarichi presso lo Stato Maggiore (Direzione Servizi della 3ª Zona Aerea Territoriale) fino a quando, nel dicembre 1939, venne trasferito al reparto destinato a segnare il suo destino: il 9º Stormo Bombardamento Terrestreit.wikipedia.org. A partire dal gennaio 1940 Grandjacquet assunse infatti il comando del 29º Gruppo Bombardamento Terrestre (XXIX Gruppo) del 9º Stormo, equipaggiato con i bombardieri trimotori Savoia-Marchetti S.M.79 “Sparviero”it.wikipedia.org.

Servizio nella Seconda Guerra Mondiale

Un bombardiere trimotore Savoia-Marchetti S.M.79 Sparviero in volo (foto d’epoca, 1940 circa). Grandjacquet comandò un gruppo di questi velivoli e li guidò in azione sia sul fronte francese che in Nord Africa durante la seconda guerra mondiale.

Con l’entrata in guerra dell’Italia (10 giugno 1940), il Ten.Col. Grandjacquet e il suo gruppo furono immediatamente coinvolti nelle operazioni belliche. Inizialmente il 29º Gruppo (con le squadriglie 62ª e 63ª, dotate ciascuna di S.M.79) fu schierato nel 9º Stormo sul fronte occidentale, operando dall’aeroporto di Alghero in Sardegna sotto il comando di stormo del Col. Mario Aramuthefinitive.comthefinitive.com. Grandjacquet partecipò ai bombardamenti contro le forze francesi in Corsica e sul fronte alpino durante la breve Battaglia delle Alpi Occidentali (giugno 1940)it.wikipedia.org. Dopo l’armistizio con la Francia, nel settembre 1940 il suo reparto venne ridispiegato in Africa Settentrionale Italiana(Libia) per far fronte alla nuova minaccia britannicait.wikipedia.org. Il 9º Stormo fu basato prima a Tripoli-Castel Benito e poi avanzato sulla base di Derna (Aeroporto di Martuba) in Cirenaicathefinitive.com, da cui operavano gli S.M.79 di Grandjacquet.

In Africa, Grandjacquet e i suoi equipaggi effettuavano ardite missioni di bombardamento e ricognizione sia diurne che notturne contro obiettivi britannici, distinguendosi per aggressività e capacità di leadership. La motivazione ufficiale della Medaglia d’Oro al V.M. lo descrive infatti come comandante che, “sempre primo per ogni rischio e per ogni ardimento, guida e trascinatore portava i suoi reparti di battaglia di vittoria in vittoria”combattentiliberazione.it. Sotto il suo comando, il 29º Gruppo operò su vari fronti: sul mare Mediterraneo contro unità navali nemiche e sul fronte cirenaicoa supporto delle truppe a terracombattentiliberazione.it. Grandjacquet non si tirò mai indietro di fronte al pericolo, partecipando personalmente alle azioni a bassa quota contro colonne corazzate e mostrando esempio di coraggio ai suoi uomini.

Morte in combattimento (16 dicembre 1940)

Nel dicembre 1940 ebbe luogo la prima grande offensiva britannica in Nord Africa (Operazione Compass) e le forze italiane in Cirenaica furono costrette sulla difensiva. L’episodio finale della vita di Grandjacquet si consumò il 16 dicembre 1940, quando gli Inglesi avanzarono accerchiando la guarnigione italiana di Sidi Omar (al confine libico-egiziano)segretidellastoria.wordpress.comsegretidellastoria.wordpress.com. In quella data tutti gli aerei S.M.79 disponibili del 9º Stormo decollarono nel tentativo disperato di fermare l’avanzata nemicait.wikipedia.org. Grandjacquet, al comando del suo 29º Gruppo, si levò in volo alla testa di sei bombardieri Sparviero senza adeguata scorta di caccia di protezionesegretidellastoria.wordpress.comit.wikipedia.org. Giunti sull’obiettivo, i nostri velivoli vennero intercettati da una numerosa formazione di caccia britannici: circa 20 Hawker Hurricane affiancati da alcuni Gloster Gladiatordecollarono per contrastarli dall’altoit.wikipedia.org. Ne seguì un combattimento impari nei cieli della Marmarica.

Durante lo scontro aereo, tre dei sei S.M.79 italiani furono abbattuti dopo strenua difesait.wikipedia.org. Il bombardiere di Grandjacquet fu il primo ad essere colpito e abbattuto, seguito a breve distanza da quello del comandante di stormo Col. Aramu e da un terzo velivolo (pilotato dal S.Ten. Tonachella)it.wikipedia.org. Grandjacquet aveva sostenuto per primo l’urto dell’attacco nemico, e – secondo la testimonianza dell’epoca – continuò a combattere accanitamente anche con l’aereo in fiamme, contribuendo all’abbattimento di almeno cinque velivoli avversari prima di soccomberecombattentiliberazione.it. Il suo Sparviero, crivellato di colpi nei punti vitali, precipitò infine in fiamme nel deserto cirenaico, ponendo tragicamente fine alla sua vita e carrieracombattentiliberazione.itcombattentiliberazione.it.

Relitto di un bombardiere Savoia-Marchetti S.M.79 Sparviero esposto con ambientazione desertica al museo Volandia. Molti velivoli italiani andarono distrutti nei combattimenti in Nord Africa; Grandjacquet trovò la morte proprio a bordo di uno S.M.79 abbattuto durante l’Operazione Compassit.wikipedia.orgit.wikipedia.org.

Grandjacquet cadde in combattimento assieme a molti dei suoi uomini: nell’azione persero la vita anche il Col. Mario Aramu (comandante del 9º Stormo) e il Cap. Victor Hugo Girolami (comandante della 63ª Squadriglia), anch’essi abbattuti dalla caccia ingleseit.wikipedia.org. La notizia del loro sacrificio venne comunicata dall’alto comando italiano con i bollettini di guerra n.193 e 194 del 17-18 dicembre 1940segretidellastoria.wordpress.com. Inizialmente il destino di Aramu fu incerto (dato per disperso), ma in seguito fu confermata la morte di tutti gli equipaggi dispersiit.wikipedia.org. Per onorarne il sacrificio, a Grandjacquet fu tributato il massimo riconoscimento al valor militare.

Onorificenze e Riconoscimenti

Grandjacquet riportò nel corso della carriera alcune onorificenze di grande prestigio, in particolare per le azioni compiute durante la seconda guerra mondiale. Di seguito le principali onorificenze ricevute:

Medaglia d’Oro al Valor Militare (alla memoria) – massima decorazione italiana per atti di eroismo in combattimento, conferita con Regio Decreto 1º maggio 1941it.wikipedia.org. La motivazione ricorda come Grandjacquet, “in azioni diurne e notturne, contro obiettivi navali e terrestri, sempre primo per ogni rischio e per ogni ardimento... precipitava in fiamme da quel cielo che lo aveva visto tante volte vittorioso. Chiudeva così la sua vita eroica…” (Cielo della Marmarica, 16 dicembre 1940)it.wikipedia.orgit.wikipedia.org.

Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia – onorificenza dell’epoca monarchica, conferita a Grandjacquet per meriti di servizio con Regio Decreto del 20 aprile 1934it.wikipedia.org.

(Eventualmente, Grandjacquet fu anche insignito di medaglie commemorative e altre onorificenze minori di periodo bellico, ma le due sopra citate rappresentano i riconoscimenti più elevati a lui attribuiti.)

Memoria: In riconoscimento del suo valore, il nome di Guglielmo Grandjacquet è stato tramandato nella toponomastica e nella storiografia militare. Una via di Roma (nel quartiere Balduina) porta il suo nome, onorando la memoria dell’eroe cadutoit.wikipedia.org. Grandjacquet è inoltre citato nei testi storici dell’Aeronautica Militare e inserito nell’albo d’oro dei caduti illustri; la sua figura viene ricordata in cerimonie commemorative e pubblicazioni sui decorati al Valor Militareit.wikipedia.orgit.wikipedia.org.

Principali conflitti e operazioni militari

Prima Guerra Mondiale (1917–1918): Servì come ufficiale di cavalleria del Regio Esercito. Combatté nelle fasi successive alla battaglia di Caporetto, distinguendosi nelle azioni di retroguardia sul fiume Piave e nella battaglia del Montello (giugno 1918)it.wikipedia.org.

Battaglia delle Alpi Occidentali (giugno 1940): All’inizio della Seconda Guerra Mondiale, da tenente colonnello pilota comandò il 29º Gruppo B.T. operando contro la Francia. Condusse missioni di bombardamento a sostegno dell’offensiva italiana sul fronte alpino e contro obiettivi nell’isola di Corsica, fino all’armistizio del 25 giugno 1940it.wikipedia.orgthefinitive.com.

Campagna del Nord Africa – Operazione Compass (dicembre 1940): Schierato in Cirenaica con il 9º Stormo, partecipò alla difesa aerea contro l’offensiva britannica. Il 16 dicembre 1940 guidò una formazione di S.M.79 contro le colonne corazzate inglesi a Sidi Omar, in Marmarica, venendo intercettato e abbattuto dalla RAF. Morì in combattimento assieme a parte dei suoi equipaggi, sacrificio per cui fu decorato con Medaglia d’Oro al V.M.it.wikipedia.orgit.wikipedia.org.

Fonti: Le informazioni riportate provengono da fonti storiche autorevoli, tra cui archivi e pubblicazioni dell’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militareit.wikipedia.org, enciclopedie e documenti ufficiali dell’epoca. Esse sono state riscontrate con le voci biografiche presenti in banche dati e siti istituzionali (ad es. il sito “Medaglie d’Oro al Valor Militare” dell’Associazione Combattenti)combattentiliberazione.itcombattentiliberazione.it, nonché con la pagina dedicata a Grandjacquet su Wikipedia Italiait.wikipedia.orgit.wikipedia.org, arricchita da note bibliografiche e riferimenti archivistici. Questo rapporto intende fornire un ritratto completo e documentato del Ten. Col. Grandjacquet, evidenziando il valore e la dedizione che ne caratterizzarono la vita militare al servizio dell’Italia.

Bibliografia essenziale:

Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica, Le Medaglie d’Oro al Valor Militare (1929-1941), Roma 1969it.wikipedia.org.

M. Petrarulo, Piccola galleria di grandi aviatori italiani, Editrice Cielo, Roma 1961it.wikipedia.org.

Chris Dunning, Combat Units of the Regia Aeronautica 1940–43, Oxford University Press, 1988it.wikipedia.org.

Scheda biografica ANCFARGL (Ass. Combattenti Forze Armate Regolari), 2016combattentiliberazione.itcombattentiliberazione.it.

Voce “Guglielmo Grandjacquet” – Wikipedia Italia (ultima modifica 2023)it.wikipedia.orgit.wikipedia.org.

screenshot 2025-12-15 alle 21.23.29
screenshot 2025-12-15 alle 21.19.52

AERONAUTICA MILITARE

5° REPARTO

Il 5° Reparto promuove i valori, il ruolo e l’immagine dell’Aeronautica Militare secondo le linee evolutive della società, sviluppando politiche comunicative e strategie di comunicazione calibrate alla dimensione militare.

LOREM IPSUM

LOREM IPSUM

LOREM IPSUM

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua.